La mia casa

dettaglio da Angelo in divenire, 1934 – Paul Klee

– A SCUOLA, PER STUDENTI –

Come Klee porta a spasso una linea anche tu puoi scegliere un punto della casa da cui partire e immaginare un percorso che attraversa tutte le stanze. Dopo averla percorsa, rappresenta la linea su un foglio e prova a farla percorrere a qualcun’altro della tua famiglia indicandogli solo il punto di partenza. Conta i passi che devi fare per percorrere tutta la linea.
Fai contare i passi anche ad un’altra persona.

Gli altri fanno lo stesso numero di passi? Cosa cambia?
Quanti passi devi fare se lo volessi percorrere 3 volte andata e ritorno?
Tempo: quanti secondi impieghi per percorrerla una volta? E se la volessi percorrere tre volte? Se lo volessi calcolare in minuti, quanti sarebbero?
Seguendo la linea, fermati in ogni stanza e pensa a cinque parole stanno bene in quella stanza. Scrivile su un foglio e prova ad inventare una storia che le contenga tutte.
Guardati intorno: c’è un posto nella tua casa che non avevi mai notato? Perché non lo avevi mai notato prima? Cosa c’è di particolare? Prova a renderlo diverso. Che cosa vuoi modificare? Che cosa vuoi aggiungere? Cosa vuoi togliere?  Disegna com’era prima e come è adesso. Seguendo la linea, fermati in ogni stanza e pensa a cinque parole che stanno bene in quella stanza. Scrivile su un foglio e prova ad inventare una storia che le contenga tutte.

Le parti in grassetto indicano lo spunto per l’abbinamento con il testo teatrale proposto da Casa dello Spettatore

– DAL TEATRO, PER INSEGNANTI –

Attraversare una casa, raccontare una storia

Mariangela Melato in Nora alla prova di Casa di bambola (Luca Ronconi, 2011)
Foto di Marcello Norberth

ATTO I

Stanza accogliente e di buon gusto, ma senza lusso. Nel fondo, la porta di destra dà sull’ingresso, quella di sinistra sullo studio di Helmer. Tra le due porte un piano. Altra porta al centro della parete di sinistra, e, più in avanti, una finestra. Accanto alla finestra un tavolo rotondo, poltrone e un piccolo sofà. Sulla parete di destra, un po’ indietro, una porta, e sulla stessa parete, più verso il proscenio, una stufa di maiolica con davanti poltrone e una sedia a dondolo. Tra la stufa e la porta un tavolinetto. Alle pareti acqueforti. Scaffale con porcellane e altri soprammobili artistici, piccola libreria con volumi finemente rilegati. Tappeto. La stufa è accesa: è una giornata d’inverno. Si sente suonare e, poco dopo, aprire la porta di ingresso. Nora entra allegra, canterellando: è in tenuta da passeggio e ha in mano una quantità di pacchetti che appoggia sul tavolo di destra. Dalla porta rimasta aperta si vede un fattorino con un albero di Natale e un cesto, che consegna alla cameriera che ha aperto la porta.

NORA. Nascondi bene l’albero di Natale, Helene. Mi raccomando che i bambini non lo vedano prima di stasera, quando sarà pronto. (Rivolta al fattorino, con il portamonete in mano) Quanto?

FATTORINO. Mezza corona.

[…]

(Henrik Ibsen, Casa di bambola, 1879)

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2020-06-17T08:16:54+00:00
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