Didattica della visione a scuola

A scuola2021-09-14T16:19:53+00:00

Casa dello Spettatore sviluppa progetti per l’educazione al teatro nella scuola, per educare alla visione del teatro le giovani generazioni e per riflettere sul delicato ruolo del mediatore che l’insegnante assume quando decide di portare la classe a vedere uno spettacolo.

Laboratori, seminari, corsi di formazione per insegnanti e incontri con le classi vengono realizzati, in presenza e a distanza, in diverse regioni: Lazio, Campania, Puglia, Marche, Emilia Romagna e Sardegna, in collaborazione con scuole di ogni ordine e grado, teatri e circuiti teatrali e festival.

Perché una didattica della visione

Come tutte le cose che si acquisiscono anche imparare a vedere fa parte di un processo di apprendimento che deve passare per alcune tappe che costituiscono le fasi di una vera e propria “didattica”, capace di creare il terreno adatto ad accogliere l’esperienza del vedere insieme, dal vivo e non. La Didattica della visione collaudata e sperimentata prima nel Centro Teatro Educazione dell’Eti e quindi proseguita da Casa dello Spettatore, si propone come strumento di integrazione del piano formativo scolastico. Partendo dalla considerazione che l’incontro con l’arte deve sempre essere il centro di un percorso che mobilita conoscenze, domande ed emozioni, si propone un percorso formativo indirizzato a studentesse e studenti affiancato da una proposta di aggiornamento e formazione dedicata agli insegnanti.

Le motivazioni

Casa dello Spettatore ha affiancato negli ultimi anni ai progetti di educazione alla visione del teatro una costante ricerca sul ruolo e sulla condizione dello spettatore anche degli altri prodotti artistici e culturali destinati alla visione, mediata o diretta: tv, cinema, web, museo o bene culturale. Il progresso tecnologico e la recente pandemia hanno moltiplicato e reso ancor più evidente la necessità di problematizzare il rapporto tra visione e conoscenza, e di condividere questa ricerca soprattutto con il mondo della scuola che ha sperimentato direttamente, prima con l’introduzione della LIM e poi con l’adozione della Formazione e della Didattica a distanza, la portata dell’impatto delle nuove tecnologie sui processi educativi e formativi. La Didattica della visione vuole offrire un contributo per armonizzare nel percorso scolastico la condivisione strutturata di esperienze estetiche e la loro rielaborazione problematica nel contesto classe.

La proposta

La proposta si articola in due interventi formativi sul tema dell’educazione alla visione che possono considerarsi complementari: “Portare a vedere” destinato agli insegnanti e “Tre volte almeno” per gli studenti. La proposta focalizza l’attenzione sui processi cognitivi ed emotivi che si attivano nel pubblico di ogni età in occasione dell’incontro con prodotti artistici e culturali destinati allo sguardo, non solo performativi e non esclusivamente dal vivo.

Gli obiettivi

Inserire un percorso di educazione alla visione all’interno del contesto classe ha l’obiettivo di condividere una ricerca con insegnanti e studenti sulle potenzialità educative che una riflessione sul ruolo, l’esperienza e la condizione dell’essere spettatori consente di sviluppare nell’incontro con le diverse forme e linguaggi artistici. L’utilizzo di dispositivi mobili digitali connessi al web e la frequentazione dei social network hanno ampliato la sfera di autonomia nella scelta dei contenuti fin dall’adolescenza consentendo nuove modalità di esperienza del mondo. A tale libertà non sempre corrisponde un livello di consapevolezza adeguato sull’elaborazione dei simboli complessi che viene operata per la costruzione di quegli stessi contenuti e di quelle esperienze. Le diverse rappresentazioni del mondo fruite attraverso lo schermo, in solitudine o tra pari, costituiscono una rete di riferimenti sempre più influente per lo sviluppo della personalità degli studenti e per l’elaborazione delle modalità del loro vivere associato. Inoltre è sempre più rara sia la propensione a condividere una riflessione problematica su quelle esperienze sia la disponibilità di tempi e spazi adeguati a tale pratica. La Didattica della visione vuole stabilire un dialogo con l’istituzione scolastica per mettere a disposizione degli studenti e degli insegnanti quelle occasioni in modo strutturato e integrarle nel lavoro in classe.

Il dialogo con la scuola

La scuola è destinatario privilegiato della formazione alla visione. Come istituzione per eccellenza della formazione della persona e come luogo di promozione e diffusione della cultura e delle arti espressive. Come tutte le cose che si acquisiscono, anche imparare a vedere fa parte di un processo di apprendimento che deve passare per alcune tappe.

Una vera e propria didattica della visione, è perciò necessaria per creare il terreno adatto ad accogliere l’esperienza del vedere insieme. Inoltre, per realizzare un incontro realmente educativo con il teatro serve un tempo di riflessione, di organizzazione e scelta delle sue peculiari caratteristiche e, inoltre, di spazi destinati al pubblico e dedicati alla riflessione e alla condivisione. Tale pratica ha, perciò, l’occasione di essere integrata e valorizzata all’interno del piano formativo scolastico, arricchendolo. 

La didattica della visione

“Per didattica della visione s’intende quell’insieme di procedimenti e tecniche finalizzate alla formazione intenzionale dello spettatore teatrale, cioè di colui che sa vedere quel particolare oggetto d’arte nato per essere visto che è lo spettacolo teatrale.” (Giorgio Testa)

Casa dello Spettatore ha messo a punto e collaudati modelli di didattica della visione per l’educazione al teatro nella scuola. Per questo motivo vengono realizzati corsi di formazione per insegnanti e progetti di didattica della visione in classe che sollecitano una riflessione condivisa sugli aspetti tematici e linguistici, sulle questioni tecniche ed espressive della messa in scena.

Una ricerca aperta e condivisa intorno a quel “prima” di attese, curiosità, conoscenze e ipotesi che precedono lo spettacolo, e a quel “dopo” di reazioni e rielaborazioni. Per questo, ogni incontro è sostenuto da specifici materiali appositamente pensati, in cui ritrovare di volta in volta spunti e tracce da percorrere. Strumenti utili anche per poter riproporre il lavoro all’interno delle classi. A tale scopo è importante che il confronto, sia con gli insegnanti sia con gli studenti, segua una modalità di apprendimento cooperativo che valorizzi il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo senza imporre una visione precostituita.

Un’attività mirata, quindi, a costruire consapevolezza e ad attivare conoscenze e spunti di riflessione. Una serie di azioni per rendere autonomo lo spettatore e radicare in esso l’interesse per il teatro, restituendo dignità e senso al ruolo primario del pubblico: vedere.

L’educazione al teatro e la scuola

I progetti di didattica della visione per la scuola accolgono e sviluppano lo spirito del documento del MIUR “Indicazioni strategiche per l’utilizzo didattico delle attività teatrali previste per l’anno 2016/2017” e riferito alla Legge 13 luglio 2015 n. 107, in particolare laddove si indica che “[…] l’attività teatrale abbandona definitivamente il carattere di offerta extracurriculare aggiuntiva e si eleva a scelta didattica […], e se ne riconosce il “[…] valore didattico, pedagogico ed educativo che coniuga intelletto ed emozione, ragione e sentimento […]

Inoltre, i corsi di formazione sull’educazione al teatro per gli insegnanti possono essere inseriti dagli istituti scolastici sulla piattaforma SOFIA del MIUR per il riconoscimento di crediti formativi.

Per informazioni, aggiornamenti e proposte

info@casadellospettatore.it

I progetti di didattica della visione per insegnanti e studenti

Osservatorio del pubblico

Casa dello Spettatore curerà un osservatorio composto da insegnanti e genitori per seguire e accompagnare i lavori delle compagnie vincitrici del bando IN VIVA VOCE. In collaborazione con ATCL

La scuola in scena

Seminario La scuola destinato ad insegnanti e operatori per riflettere sui modi in cui il teatro e non solo rappresentano la scuola e la relazione educativa.

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