La Calata2022-05-16T09:08:28+00:00

Spettatrici e spettatori di ogni età, nello stesso giorno, in tutte le sale teatrali della città, per osservarne e raccontarne la vita: pubblici, spazi, atmosfere e spettacoli

La Calata è un progetto ideato e condotto da Casa dello Spettatore. Un invito per spettatrici e spettatori di ogni età a “calare” il loro sguardo sul territorio teatrale della città e a inserire la propria esperienza all’interno di un racconto collettivo. La Calata è un esperimento conoscitivo sul mondo del teatro attraverso gli occhi dello spettatore. Cosa si fa quando si “cala”? Si osserva la “vita” teatrale della città…andando a teatro e la si racconta, con un breve testo e qualche immagine: lo spettatore veste i panni del reporter per un giorno.

La Calata, promuove la costruzione di una comunità che si educa all’incontro con il teatro svincolando per un giorno l’esperienza estetica dalle scelte personali, e quindi dai gusti, dalle abitudine, dai pre-giudizi. La Calata consente di incontrare una città attraverso il teatro, non in un teatro. Il teatro e la città, quindi: in quanto fenomeni umani e collettivi hanno in comune la materialità dei corpi e degli spazi e l’immaterialità delle relazioni e della narrazione, e ne condividono la dimensione sociale.

Il sorteggio del proprio teatro di destinazione, l’abbinamento casuale con altri partecipanti e la possibilità di ospitare spettatori da altre città e comuni d’Italia rappresentano, infatti, i tre elementi fondamentali per la realizzazione dello spirito del progetto e per ribadire concretamente il principio che l’incontro con l’arte debba sempre essere occasione per l’incontro con l’altro, anche attraversando territori diversi.

La Calata fa parte della ricerca di Casa dello Spettatore sulla formazione del pubblico a livello nazionale “Casa dello Spettatore. Per una formazione del pubblico” sostenuta dal MiBACT attraverso l’art.41 del Fondo Unico per lo Spettacolo per il triennio 2018-2020 + 2021.

Dal 2017 La Calata è stata realizzata in diverse edizioni a Roma, Milano e Napoli raccogliendo le voci di centinaia di spettatrici e spettatori di tutta Italia. Nei dossier i racconti delle diverse esperienze.

I dossier

Roma

Napoli

Milano

Roma  Milano  Napoli

La Calata è

un’iniziativa di promozione della rete teatrale cittadina

un esperimento di convivialità cittadina e di comunità 

un racconto scritto da spettatrici e spettatori

una ricerca empirica sul pubblico del teatro in Italia

un’indagine sull’offerta culturale delle città

un progetto di valorizzazione turistica e culturale

L’idea originaria

“La Calata” nasce da un’idea di Giorgio Testa, presidente di Casa dello Spettatore:

“… e dunque    
in tanti – tutti assieme, nello stesso tempo
non proprio come i barbari ma certo con una speranza di trovar posto in luoghi del bello…
non proprio come i lanzichenecchi, ma certo non tranquillizzanti…
non proprio come alieni ma certo con un’estraneità, o almeno un distacco che escluda la complicità del condominio e in ogni caso come alieni buoni
spinti dalla curiosità di conoscere il “mondo” del teatro (intanto nella capitale d’Italia…)
silenziosi come una pioggia continua o una nevicata, anche

… l’immagine da Magritte risponde bene, mi pare, a queste intenzioni /suggestioni…

Le regole per una “Calata” ideale o almeno della “Calata” da me immaginata e covata nel tempo, e restando inteso che per questo numero zero dell’iniziativa non potremo che fare quello che si può, con le risorse umane e finanziare che abbiamo.

Tutti i teatri
compresi quelli che pur non avendone il nome sono pur sempre luoghi in cui si dà a vedere a spettatori qualsivoglia forma di spettacolo dal vivo – per intendersi: se ci fosse uno spogliarello in un locale notturno quella sera, lo inserirei nella lista.

Almeno due spettatori per ognuno dei teatri
almeno vuol dire che in altre edizioni, a Roma e non solo a Roma, potremmo salire di numero – per un totale davvero lanzichenecchico, barbarico, alieno, di più di mille spettatori sguinzagliati a calare….

Non addetti ai lavori
cioè: attori, organizzatori, registi, e soprattutto: critici… che semmai, se preparati e scelti tra gli affidabili, sarebbe utile per molti di loro, essere accompagnatori in silenzio dei calanti… – intanto per questa prima volta potremo essere noi a svolgere questa parte di accompagnatori silenziosi, o almeno discreti…

In teatro in cui non si è ancora stati
possibilmente e preferibilmente – come possibilmente e preferibilmente si dovrebbe tenere conto del luogo da cui si parte per non costringere a fare lunghi viaggi e traversate nella città – ciò che guasterebbe il clima anche ludico che sarebbe bene la “Calata” avesse (in questo il non aver potuto questa volta tenere segreta la data e ignari i teatri, è sicuramente un peccato – giocare alla banda e poter piombare davvero all’improvviso sarebbe stato molto divertente…)

Impegno a produrre un testo e un’immagine
non più di due pagine che possono avere forma di promemoria, dialogo, lettera, e ogni altro tipo di testo che i due vorranno scegliere, ma non recensione, per il buon motivo che l’istantanea riguarda, come abbiamo detto, l’intera esperienza di quella sera: tragitto, spazio, atmosfera, pubblico in relazione con lo spettacolo, prima, durante e dopo… – e non più di due immagini presumibilmente prese col telefonino, oggi, ma anche eventualmente prodotte dai due (che ovviamente si divideranno i compiti, come vorranno). Scoraggiare il troppo scrivere e anche lo scrivere in troppo tempo – l’istantanea per essere tale deve poter comportare un procedere in tempi stretti, senza troppe meditare… tanto più che abbiamo pensato di dare una “restituzione” del lavoro on line e non in tomi o atti o analoghe anticaglie… “

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