Opera Aperta è un invito per gli Amici della Luna a far sì che ogni spettacolo inizi per lo spettatore prima e prosegua oltre il sipario.
Sedersi a teatro è gesto individuale che ogni spettatore compie con il proprio corpo.
Vedere insieme dal vivo è fenomeno sociale prima che culturale.
Condividere una riflessione come comunità a partire da quel gesto e dentro quel fenomeno è esercizio politico e democratico.
Il fatto artistico, sociale e culturale teatrale esiste solo se lo spettatore decide di uscire dallo spazio privato della casa per condividere quello pubblico del teatro.
IL CALENDARIO
19 gennaio 2025 L’UOMO CALAMITA
23 febbraio 2025 LA CADUTA
30 marzo 2025 NEL TEMPO CHE CI RESTA
6 aprile 2025 LA FABBRICA DEL TEMPO
GLI SPETTACOLI
UOMO CALAMITA

Scritto e diretto da Giacomo Costantini, Con Uomo Calamita, Wu Ming 2, Cirro Testo e libro originale Wu Ming 2 Musiche Fabrizio “Cirro” Baioni Ideazione e costruzione di macchinari Simone Alessandrini Occhio esterno Tonio De Nitto, Giorgio Rossi Occhio interno Fabiana Ruiz Diaz Consulenza alla drammaturgia Luca Pakarov Costumi Beatrice Giannini Luci Domenico De Vita Produzione: Circo El Grito Coprodotto da: Fondazione Pergolesi Spontini, Sosta Palmizi Realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura e Regione Marche
Un esperimento tra circo e letteratura, con Wu Ming 2
Il progetto, ideato da Giacomo Costantini e da Wu Ming 2, è un esperimento tra circo e letteratura ed ha assunto come modello di lavoro il dialogo tra la costruzione del soggetto narrativo di un romanzo e, di pari passo, la stesura drammaturgica di un’opera di circense. Il risultato è uno spettacolo da leggere e un libro da vedere.
In scena vedrete l’Uomo Calamita alle prese con i suoi superpoteri. Che ci crediate o no, resterete col fiato sospeso mentre prova in segreto i suoi pericolosi esercizi di equilibrismo magnetico.
E se non bastassero i suoi virtuosismi in altezza a farvi tremare le budella, ci penserà Cirro che sulla batteria sfoga tutta la sua rabbia da quando i nazisti gli hanno ammazzato il fratello.
Wu Ming 2 non solo racconta la loro storia ma ne prende parte. Sarà lui a cimentarsi in un esercizio dalla cui riuscita dipenderà la vita dell’Uomo Calamita.
Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire è uno spettacolo fortemente “corale” e, nella misura di un “lavoro collettivo”, vuol essere un omaggio al “popolo del teatro”.
Augusto Masiello
***
LA CADUTA

DI e CON Ezio Mauro CON LA PARTECIPAZIONE IN VOCE di Massimiliano Briarava e Ivonne Capece MESSA IN SCENA di Carmen Manti SOUND DESIGN di Massimiliano Briarava CONSULENZA DRAMMATURGICA di Francesco Zani
La caduta è una messa in scena in otto quadri che ripercorre i drammatici mesi del 1943, tra la caduta di Mussolini e la nascita della Repubblica di Salò; sullo sfondo un’Italia in bilico, travolta da un’accelerazione improvvisa della Storia, ancora ignara della svolta che prenderà il suo destino.
“Il 25 luglio 1943 Mussolini viene arrestato. Nella notte si è tenuto il Gran Consiglio del fascismo e ha sfiduciato il duce, che ora si trova in una caserma, sorvegliato dai carabinieri, vittima di un capovolgimento improvviso del destino. L’Italia intanto è ignara. È un epilogo senza testimoni, nessuno sa cosa sta succedendo”.
La conferenza scenica è concepita come un movie-podcast live in virtù della collaborazione in voce degli attori Ivonne Capece e Massimiliano Briarava. A cura di Briarava anche il sound design grazie al quale le parole scritte da Ezio Mauro sono immerse in un nuova e sorprendente modalità di fruizione, e ad accompagnare il racconto un ricco repertorio iconografico curato da Carmen Manti.
***
NEL TEMPO CHE CI RESTA
Elegia per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

TESTO E REGIA César Brie Con César Brie, Marco Colombo Bolla, Elena D’Agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile PRODUZIONE Campo Teatrale / Teatro dell’Elfo MUSICHE Pablo Brie – variazioni su temi di Verdi ARRANGIAMENTI MUSICALI Matìas Wilson LUCI Stefano Colonna FOTO Laila Pozzo ASSISTENTI ALLA REGIA Adele Di Bella e Francesco Severgnini ALLESTIMENTI SCENICI Camilla Gaetani e Francesca Biffi TAPPETO Giancarlo Gentilucci
Un cantiere abbandonato a Villagrazia, il luogo dal quale partì Paolo Borsellino per andare incontro alla morte. In questo cantiere un uomo fa rotolare per terra delle arance. Tra le lamiere appaiono quattro figure che il profumo delle arance ha tolto dalle ombre. Si chiedono dove sono, quale è la terra in cui si trovano. Si riconoscono. Sono le anime di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto. L’uomo che ha lanciato le arance si presenta. É Tommaso Buscetta, il pentito di mafia. Le anime delle due coppie e del pentito si raccontano in questo cantiere abbandonato.
Ricordano, denunciano, si interrogano, in un amaro viaggio attraverso quello che è successo prima e dopo la loro morte. La lotta alla mafia, le vittime, i tradimenti, i pensieri, le vicende personali e pubbliche, la trattativa, l’isolamento, le menzogne, il senso di dovere e l’amore si intrecciano in questa ricostruzione di ciò che è accaduto e di ciò che continuerà ad accadere.
César Brie
LA FABBRICA DEL TEMPO

una co-produzione di Principio Attivo Teatro e La luna nel letto, con Dario Cadei e Giuseppe Semeraro, regia, drammaturgia, disegno luci e scene Michelangelo Campanale, cura del movimento Vito Cassano, scenotecnica Michelangelo Volpe, costumi Maria Pascale, sonorizzazioni e tecnica Vincenzo Dipierro
Che cosa pensano i bambini guardando andare e tornare gli adulti dal lavoro ogni giorno? Forse si chiedono che cosa facciano lì, perché ci vanno sempre di corsa, ma soprattutto: perché continuano ad andarci se spesso sembrano tristi? Essere grandi non significa essere liberi di scegliere? Ma nella vita, si ha tempo per scegliere? L’incontro fra le due compagnie, Principio Attivo e La luna nel letto, entrambe attente all’utilizzo del linguaggio del corpo in scena, conduce lo spettatore in un immaginario libero da risposte certe a domande difficili, in cui due clown configgono tra loro come nella vita configgono la dimensione umana e quella materiale, il desiderio e il dovere, il tempo interno e quello esterno che procede inesorabile. Il gruppo artistico si ispira al linguaggio utilizzato nel cinema muto di Flitz Lang, Buster Keaton e Charlie Chaplin per comunicare anche ai più piccoli un tema cosi complesso.
La ricerca della felicità si fa strada, attraverso la risata e la poesia…
Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno… Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre, ma tempo per essere contento… Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare.[Elli Michler]















































