Teatro e Televisione

SCENA MAESTRA, come dice il titolo, assume lo spettacolo nella sua valenza educativa, come luogo in cui la vita rappresentata è offerta allo sguardo come occasione, per lo spettatore, di conoscenza e presa di coscienza: un altro modo di imparare, una forma speciale di scuola per adulti. Una idea antica della funzione del teatro che il progetto riafferma (e rafforza con incontri di discussione e scambio), anche e anzi proprio perché occultata, oggi, da una percezione generalizzata dello spettacolo, di ogni tipo di spettacolo, come intrattenimento ed evasione. Nello stesso tempo SCENA MAESTRA, proponendo di andare a teatro, esperienza costitutivamente extra domestica e collettiva, intende contrastare (o quantomeno suscitare un dubbio su…) l’abitudine al pervasivo consumo privato e domestico della spettacolarità televisiva. Un uscire di casa a vedere altro, con altri, in altri spazi: un modo di uscire dall’isolamento, un esercizio di “convivialità cittadina”.

Teatro e Televisione è la prima operazione del progetto Scena Maestra a Roma. Si prevede la visione dello spettacolo Casa Nostra di hombrecolettivo allo Spazio Rossellini il 20 maggio alle ore 20.30 e un incontro post visione il 27 maggio alle ore 19.30 in via dei Sabelli, 119.

Abbiamo riservato 10 biglietti al costo agevolato di € 10,00. Per partecipare effettuare un bonifico sull’IBAN IT17T0200832974001473243547 e dare comunicazione dell’avvenuto pagamento tramite whatsapp o sms al numero 3493167226 entro il 19 maggio.

CASA NOSTRA – hombrecollettivo
Venerdì 20 maggio ore 20.30 – Spazio Rossellini

regia Riccardo Reina, in scena Angela Forti, Agata Garbuio, Aron Tewelde

«Ciò che ci illudiamo di combattere fuori di noi, è già dentro di noi, dentro la quotidianità della nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli».
R. Scarpinato

20 Aprile 2018: la sentenza della Corte d’Assise di Palermo sul processo della Trattativa Stato-Mafia riporta alla superficie della nostra memoria affastellata di immagini un pezzo di passato. Un pezzo di passato che, per quanto recente, è già diventato storia. Un pezzo di storia che, per quanto decisivo, rischia già di cadere nell’oblio, con tutti i suoi paradossi e le sue contraddizioni. Un pezzo fondamentale per capire il puzzle del nostro presente. Un pezzo che si è tentato in tutti i modi di nascondere, alterare, ignorare: un pezzo mancante. Casa Nostra non è solo un titolo: Nostra è la Casa che ci troviamo ad abitare, con tutto ciò che contiene. Nostra, che lo vogliamo o no, è quella Strana Cosa che abbiamo ereditato dagli inquilini precedenti. Nostra è la stanza dei giochi dove siamo stati finora rinchiusi, dove i bambini vengono lasciati mentre i “grandi” si occupano delle cose serie, quelle cose che è meglio che i bambini non sentano e non vedano.

Casa Nostra vuole indagare la storia recente d’Italia, prendendo come riferimento gli anni della Trattativa Stato-Mafia (anche alla luce della recente cronaca giudiziaria) e cercando di ripercorrere i fatidici anni compresi tra il 1990 e il 1994, determinanti rispetto alla comprensione del presente del nostro Paese. Lo spettacolo si rivolge in modo trasversale a tutti – assumendo, così, significazioni molto diverse a seconda della generazione di riferimento – ma in primo luogo ai giovani, tentando di raggiungerli con un linguaggio fatto di immagini e simboli, che possa intercettare la simultaneità e la multimedialità cui le nuove generazioni sono abituate. Casa Nostra nasce dalla ricerca sull’ intersezione tra teatro d’oggetti e teatro civile, nel tentativo di affrontare in modo alternativo e non scontato tematiche fondamentali e quanto mai attuali relative alla dimensione storica e politica. L’obiettivo è quello di coniugare una drammaturgia per immagini a una componente quasi documentaria, o d’inchiesta, cercando di raccontare un pezzo recente e cruciale della storia italiana rinunciando all’uso della parola in scena ma tramite l’uso performativo dei giocattoli e tramite la giustapposizione significante delle parole altrui.

La dinamica scenica si impernia su tre personaggi/animatori che, rinchiusi in una metaforica “stanza dei giochi”, ripercorrono dinamiche e eventi animando, appunto, i giocattoli e interagendo con essi attraverso i codici del teatro d’oggetti e del teatro immagine. La ricerca in ambito visuale si espande anche alla tecnica del video e ai rapporti tra micro e macro, da una parte con l’impiego documentale delle testimonianze di cronaca, dall’altra con l’utilizzo di riprese e proiezioni in diretta in grado di amplificare il potere evocativo degli oggetti.

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2022-05-15T13:53:42+00:00