Essere spettatori

Casa dello Spettatore costruisce e realizza occasioni per approfondire e discutere il ruolo del pubblico nella pratica viva della visione teatrale. In collaborazione con Teatro Kismet Opera / Teatri di Bari propone in collegameto con la stagione 2021/2022 tre seminari per costruire intorno a tre spettacoli – In exitu, Le Rane e Il bacio della vedova – un progetto che in un’articolazione varia possa raccontare diversi approcci capaci di condurre ad una visione più consapevole. Una ricerca per sperimentare modi possibili in cui accompagnare lo sguardo, ma dentro esperienze diverse, per intraprendere un percorso con l’obiettivo di mobilitare conoscenze e interrogativi, in un processo che si nutre di incontri, scoperte e punti di vista.

Teatro Kismet Opera
Strada san Giorgio Martire 22/f

11-12 dicembre
IN EXITU

5-6 febbraio
LE RANE

9-10 aprile
IL BACIO DELLA VEDOVA

IN EXITU

Un seminario che prendendo a riferimento lo spettacolo di e con Roberto Latini In Exitu, dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori, sarà occasione per una riflessione intorno al rapporto tra narrativo e rappresentazione drammatica: dalla pagina alla scena.

CALENDARIO

11 dicembre ore 16.00-20.00
SEMINARIO

11 dicembre ore 21.00
SPETTACOLO

12 dicembre 16.00-20.00
SEMINARIO

LO SPETTACOLO

IN EXITU
dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori

nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini | musiche e suono Gianluca Misiti | luci e direzione tecnica Max Mugnai | collaborazione tecnica Riccardo Gargiulo, Marco  Mencacci, Gianluca Tomasella | produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi | con la collaborazione di Armunia Festival Costa degli Etruschi, Associazione Giovanni Testori, Napoli Teatro Festival Italia | con il contributo di Regione Toscana e MiBAC

Continua l’incontro e lo scambio artistico di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi con Roberto Latini, che da qualche anno collaborano nella realizzazione di spettacoli e progetti come il Teatro Laboratorio della Toscana. Prosegue la storia della Compagnia con Giovanni Testori e il lavoro di ricerca sulle lingue segrete del teatro. Marcel Proust sostiene che i bei libri sono scritti come in una lingua straniera cosicché, secondo lo scrittore francese, ogni lettore, sotto ogni parola, può mettere il proprio senso o almeno la propria immagine, che spesso è un ‘contro senso’. Anche per l’attore ogni testo è come se fosse scritto in una lingua straniera e il suo compito è tradurre da questa lingua nella propria. Adesso sarà Roberto Latini ad affrontare la furente inventività linguistica di In exitu, 1988, e a dare vita alla parola testoriana. L’uscita di scena di un tossico degli anni ’80 in una città qualsiasi tra le Milano di un nord qualsiasi è dolore e solitudine straziante di una vita consumata in evasione, in eversione. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico. Testori come fosse il pusher di una lingua teatrale che si fa linguaggio. Drogato è il testo e le parole sfidano il pensiero e la sintassi, come l’Ulisse di Joyce, il Lucky di Beckett, come agli orli della vita, direbbe Pirandello. Tutto sembra svilupparsi nella sensazione del fondamentale e iniziatico “Quem quaeritis” del Teatro Sacro Medievale. In mezzo, c’è una nebbia incapace di fermare il tempo e la consolazione. In Exitu è come una Pietà. La parabola parabolica di vita vissuta da Riboldi Gino è quella di un povero Cristo tenuto in braccio da Madonne immaginate, respirate, disarticolate, nella fonetica di una dizione sollecitata fino all’imbarazzo tra suono e senso, come fossero le parole ad essere infine deposte dalla croce sulle quali Testori le ha inchiodate.

“Chi cercate?”
“Non è qui!”,
risponderebbe l’angelo.

LE RANE

Un seminario che prendendo a riferimento lo spettacolo di Marco Cacciola Le Rane di Aristofane intende indagare la dimensione del comico nella sua funzione e nella varietà delle sue espressioni, nella spontaneità della vita di ogni giorno e nell’intenzionalità delle rappresentazioni artistiche.

CALENDARIO

5 febbraio ore 16.00-20.00
SEMINARIO

5 febbraio ore 21.00
SPETTACOLO

6 febbraio ore 9.00 – 13.00
SEMINARIO

LO SPETTACOLO

LE RANE
da Aristofane

progetto e regia Marco Cacciola | con (in o.a.) Giorgia Favoti, Matteo Ippolito, Claudia Marsicano, Francesco Rina, un’attrice da definire  e un coro di cittadini ogni giorno diverso | traduzione Maddalena Giovannelli, Martina Treu | dramaturg Lorenzo Ponte | scene e costumi Federico Biancalani | con Elisa Zammarchi | direzione tecnica Rossano Siragusano | musiche Gipo Gurrado | assistente alla regia Gabriele Anzaldi | produzione Elsinor

Βάτραχοι, 1418: “sono sceso quaggiù a cercare la poesia, perché il nostro paese possa salvarsi”

Messa in scena per la prima volta nel 405 a.C., Le Rane è una commedia on the road, il racconto di un viaggio alla ricerca della poesia. Il dio Dioniso e il suo servo Xantia scendono nell’Ade per riportare in vita Euripide, nella speranza di risollevare le sorti della tragedia, ormai in declino. Tra incomprensioni ed equivoci, mascheramenti e svelamenti, riporteranno invece dall’aldilà un altro grande tragico, Eschilo. Attraverso il meccanismo di una gara di poesia, per decretare chi sia in grado di salvare la cultura ateniese e la città, Aristofane racconta l’incapacità della classe dirigente, la realtà di una polis sull’orlo del collasso, la tragedia di un mondo che ha bisogno di Poesia. Un nutrito gruppo di lavoro, che comprende attori professionisti e non, avrà l’obiettivo di creare un evento gioioso e partecipato, nel tentativo di rifondare quell’antico anfiteatro in cui pubblico e attori potevano guardarsi negli occhi e condividere un’esperienza comune. Così il viaggio dei protagonisti si estenderà a tutto il coro e da lì all’altra metà del cerchio – il pubblico – perché si perda il confine tra testimoni e protagonisti. Dioniso e Xantia saranno i due lati di quello specchio deformante che è la commedia, i due aspetti della nostra umanità in bilico tra afflato divino e greve animalità. Un elastico teso tra alto e basso, aulico e popolare, che accompagnerà coro e pubblico in un coinvolgimento “dionisiaco”. In un’epoca di profonda incertezza politica e culturale, di grandi realtà virtuali in cui siamo immersi, il teatro può ancora essere un aiuto a fare comunità. Ed è possibile esprimere il mondo d’oggi per mezzo del teatro, solo a patto che lo si descriva come un mondo che può essere cambiato. Allora agire il coro, oggi, al centro della scena, diventa questione politica, per ristabilire l’antico legame di sangue tra la società e la sua rappresentazione. Perché il teatro, come la politica, è una poesia che non si scrive da soli. È una storia che si fa con gli altri.

IL BACIO DELLA VEDOVA

Un seminario che prendendo a riferimento lo spettacolo di Teresa Ludovico Il bacio della vedova per indagare le questioni legate alla drammaturgia contemporanea, al suo rapporto con il presente, al suo modo di rappresentarlo. Una ricerca aperta e condivisa sulla produzione contemporanea a partire da un testo di Israel Horovitz uno dei più prolifici drammaturghi statunitensi del XX secolo.

CALENDARIO

9 aprile ore 16.00-20.00
SEMINARIO

9 aprile ore 21.00
SPETTACOLO

10 aprile ore 9.00 – 13.00
SEMINARIO

LO SPETTACOLO

IL BACIO DELLA VEDOVA
di Israel Horovitz

traduzione Mariella Minozzi | regia Teresa Ludovico | spazio scenico e luci Vincent Longuemare con Diletta Acquaviva, Alessandro Lussiana / Mario Cangiano, Michele Schiano Di Cola cura del movimento Vito Cassano | assistente Loreta Guario | cura della produzione Sabrina Cocco | collaborazione ai costumi Angela Troiani

Nello spogliatoio di un magazzino, Archie e George, due giovani operai arroganti e strafottenti, a fine turno di lavoro, scherzano sulle rispettive conquiste amorose. Archie rivela all’amico che Margy, una loro vecchia compagna di scuola, è tornata dalla città per assistere il fratello gravemente ammalato e gli ha chiesto di andare a cena con lei. L’atteggiamento goliardico con cui viene accolta la notizia sfuma rapidamente in una tensione carica d’aspettative quando Margy, donna istruita e di mondo, ormai lontana dalla vita della provincia, fa il suo ingresso in scena, rompendo l’apparente complicità che lega i due amici. In un’abile danza di allusioni, provocazioni, ricordi e dimenticanze, la donna scava nel livore che serpeggia fra i due uomini, costringendoli a rivivere una sera di molti anni prima quando, durante la festa di fine anno sulla spiaggia, fu violata la sacralità di un’amicizia nata sui banchi di scuola. I dialoghi pungenti di Israel Horovitz, le grottesche e vibranti partiture fisiche degli attori e le livide scansioni luminose e sonore dello spazio scenico accompagneranno lo spettatore in quel cono d’ombra che ci abita.

Teresa Ludovico

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2022-01-11T13:17:56+00:00