Per me, per noi

Progetto di educazione al teatro e accompagnamento alla visione per le famiglie.
A cura di Casa dello Spettatore, in collaborazione con Teatro Tor Bella Monaca

Cosa significa per un genitore andare a teatro per sé e cosa, invece, fa scegliere uno spettacolo come momento e opportunità educativa e di crescita per i propri figli?

Il progetto “Per me, per noi si inserisce nella ricerca che Casa dello Spettatore dedica con particolare attenzione al pubblico delle famiglie e alle proposte del teatro per le giovani generazioni. Una famiglia è una realtà costituita da tre componenti, compresenti ma ben distinte: i genitori, i figli, e il nucleo familiare; tre diversi centri di sensibilità, conoscenze e relazioni da accompagnare all’incontro con il teatro dedicando un’attenzione specifica a ciascuno di essi.

Sullo sfondo di questa considerazione permangono tre questioni: cosa vuol dire andare a teatro con la propria famiglia? Perché e come si sceglie uno spettacolo da proporre ai propri figli? Dove si situa il “me” di un genitore quando è spettatore solo per se stesso?

“Per me, per noi” propone un ciclo di incontri gratuiti di educazione e accompagnamento alla visione intorno a 6 proposte della stagione 2019/2020 del Teatro Tor Bella Monaca: 3 nella programmazione per le famiglie e 3 nella programmazione serale. Il progetto intende formare un gruppo di spettatrici e spettatori interessati a sviluppare un percorso di visione per approfondire il loro rapporto con il teatro, e con il Teatro Tor Bella Monaca in particolare.

Come? Creando una comunità di spettatori che si confronta sul valore e sul significato che l’incontro con lo spettacolo ha per ognuno. Ogni incontro sarà sostenuto da materiali didattici appositamente predisposti dagli operatori di Casa dello Spettatore per costruire insieme il “diario” dell’esperienza.

Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino – Roma

La partecipazione agli incontri a cura di Casa dello Spettatore è gratuita

La partecipazione agli incontri a cura di Casa dello Spettatore è gratuita e consente di acquistare i biglietti per gli spettacoli al costo riservato di 5,00€, per gli adulti e per i bambini.

Il calendario di Per me, per noi

dalle ore 18.30: incontro introduttivo per presentare il progetto e costituire il gruppo di visione

dalle ore 15.30: incontro prima di vedere “I TRE PORCELLINI”

dalle ore 19.30: incontro prima di vedere “TRUMAN CAPOTE Questa cosa chiamata amore”

dalle ore 15.30: incontro prima di vedere “LUMEN Tra scienza e sogno” IN DATA DA DEFINIRSI

dalle ore 19.30: incontro prima di vedere “LA SCOMPARSA DI MAJORANA”

dalle ore 15.30: incontro prima di vedere “SUSINA”

dalle ore 19.30: incontro prima di vedere “ESSERE DON CHISCIOTTE”

dalle ore 18.30: incontro conclusivo e chiusura della attività.

Gli spettacoli

Domenica 23 febbraio 2020
ore 15.30 – incontro | ore 17.00 – spettacolo

I tre porcellini

di Danilo Conti e Antonella Piroli, regia Danilo Conti, con Alessandro Accettella e Stefania Umana, pupazzi Brina Babini, progetto scenico Tanti Cosi progetti
Accettella – Teatro Mongiovino
Per difendersi dal lupo il porcellino più piccolo costruisce una casetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono o loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente. Il fratellino più grande, invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. “I 3 porcellini” insegna in modo molto divertente e drammatico che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, e che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti.

Giovedì 27 febbraio 2020
ore 19.30 – incontro | ore 21.00 – spettacolo

TRUMAN CAPOTE Questa cosa chiamata amore

di Massimo Sgorbani, in collaborazione con Teatro Nazionale della Toscana
con Gianluca Ferrato, scene Massimo Troncanetti, costumi Elena Bianchini e Fondazione Cerratelli, assistente alla regia Jonathan Freschi, impianto e regia Emanuele Gamba, Florian Metateatro in collaborazione con Teatro Nazionale della Toscana
Uno spettacolo da e su uno dei più grandi scrittori americani del ‘900, in uno spazio teatrale mutevole e leggero, una pelle prismatica di camaleonte pronto alla trasformazione, com’era la lucentezza della prosa dell’autore di A sangue freddo, di cui quest’anno ricorrono i 50 anni dalla prima pubblicazione. “Tutta la letteratura è pettegolezzo“, così Truman Capote liquidava con una delle sue abituali provocazioni anti- letterarie qualsiasi visione sacrale dell’arte e dell’artista. Pettegolezzo inteso come svelamento di ciò che non si sa, indagine sui lati oscuri dell’America, in modo leggero e profondo, snob e vivace come un vodka martini. È il Capote più irriverente quello che Massimo Sgorbani disegna per Gianluca Ferrato, un dandy, un esibizionista, un personaggio pubblico prima ancora che un grande scrittore: l’anticonformista per eccellenza, che può permettersi di parlare con la stessa dissacrante arguzia di Hollywood e della società letteraria newyorkese, di Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, di Hemingway e Tennessee Williams, senza mai risparmiare se stesso, i suoi vizi, le sue manie, i suoi successi e fallimenti.

Domenica 22 marzo 2020
ore 15.30 – incontro | ore 17.00 – spettacolo

LUMEN Tra scienza e sogno

L’appuntamento è stato annullato in conseguenza del D.P.C.M. del 4 marzo 2020 in merito al Covid 19

Teatro d’oggetti, d’immagine, d’attore e di esperimenti
Drammaturgia e messinscena Annarita Colucci, Aiuto regia Roberto Andolfi, Disegno Luci Martin Palma
Illoco Teatro | Teatro delle Semenze
Lumen è il racconto di come l’uomo, nella storia, è riuscito a vincere le sue paure, a spiegare i fenomeni naturali grazie alla scienza, ma soprattutto all’ immaginazione. Lo spettacolo racconta i misteri del cielo e delle stelle attraverso le peripezie e la vita privata di Marie Curie. Tra narrazione, dimostrazioni pratiche ed esperimenti, si affronteranno complicate teorie scientifiche attraverso gli strumenti del gioco, dell’immagine poetica e del racconto. Intelligente e curiosa, Marie Curie fa i conti fin da giovane con la discriminazione femminile. Per poter studiare, infatti, è costretta a trasferirsi da Varsavia a Parigi, poiché in Polonia l’università è proibita alle donne. Nella città francese conosce e sposa Pierre Curie, insieme al quale vince il premio nobel per la fisica nel 1903, per aver scoperto due nuovi elementi chimici, il polonio e il radio. È la prima donna a ottenere tale premio e l’unica ad aver vinto un secondo Nobel, quello per la chimica nel 1935, per la scoperta della radioattività artificiale. Una delle sue frasi più famose fu: “Non dobbiamo avere paura di qualcosa, dobbiamo solo comprenderla”.

Martedì 7 aprile 2020
ore 19.30 – incontro | ore 21.00 – spettacolo

La scomparsa di Majorana

L’appuntamento è stato annullato in conseguenza del D.P.C.M. del 4 marzo 2020 in merito al Covid 19

dal romanzo di Leonardo Sciascia
trasposizione teatrale e regia di Fabrizio Catalano, con Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri, Giovanna Rossi
Laros di Gino Caudai
Questo spettacolo è un’indagine poliziesca, è un thriller ad orologeria. Una notte d’agosto del 1945, in una località italiana, le rappresaglie dei partigiani, il caos. Uno studio, in un ospedale di provincia; una donna che, dopo aver ucciso da partigiana, è tornata a indossare il camice bianco: per medicare, per guarire. Un uomo, avvolto in una tunica da certosino, che rifiuta di rivelare la propria identità. Un commissario di pubblica sicurezza che crede di riconoscere, nei tratti del monaco, quelli di Ettore Majorana, al quale invano ha dato la caccia per tanto tempo. Laura Fermi, la moglie dell’illustre premio Nobel, chiamata a identificare il giovane scienziato dileguatosi nel nulla. Questi quattro personaggi, per tutta la notte, oltre l’alba, fino al tragico scioglimento dell’enigma, daranno vita ad una sorta di processo: dove l’intruso si trasformerà da imputato in accusatore, da inquisito in voce della coscienza.

Domenica 19 aprile 2020
ore 15.30 – incontro | ore 17.00 – spettacolo

Susina

L’appuntamento è stato annullato in conseguenza del D.P.C.M. del 4 marzo 2020 in merito al Covid 19

dal racconto omonimo di Marguerite Fatus
di Iearo Accettella e Stefania Umana, regia Silvia Grande e Stefania Umana, scene, sagome e ombre Aurora Buzzetti, con Lavinia Anselmi e Stefania Umana
Accettella – Teatro Mongiovino
Susina, una ragazzina che veste solo di viola, preparandosi per uscire, trova nella borsetta un piccolo seme: è l’inizio di un viaggio fantastico. Susina incontra una gallina parlante e decide di donarle il piccolo seme, in cambio riceve un uovo, che a sua volta decide di regalare a una vecchina. La vecchina la ringrazia con una bella mela rossa. Ma ecco che un corvo affamato, col suo gracchiare insistente, convince la bambina a cedergli il frutto. Ora Susina si aspetta un grande regalo dal corvo invece le viene lanciato un torsolo. Perde la pazienza e getta via quell’assurdo dono, ma forse non si era mai chiesta, una volta mangiato un frutto, dove andassero a finire i semi buttati via. Ed ecco infatti una bella sorpresa! Il viaggio continua, finché scende la sera e si fa ritorno a casa.

Martedì 28 aprile 2020
ore 19.30 – incontro | ore 21.00 – spettacolo

Essere Don Chisciotte

L’appuntamento è stato annullato in conseguenza del D.P.C.M. del 4 marzo 2020 in merito al Covid 19

regia di Gennaro Duccilli, con Gennaro Duccilli, Maurizio Castè e con Eleonora Cardei, Giordano Luci, Giovanni Sorrentino, Ariela La Stella, Antonio Maria Duccilli, Anna Grossi, Lorenzo Petrucci, scene di Sergio Gotti, Teatro della Luce e dell’Ombra
Una messinscena che, pur rispettando a grandi linee gli avvenimenti narrati nel romanzo di Cervantes, cerca di dare un senso inedito alla folle storia di Don Chisciotte. Don Chisciotte, pazzo per i libri di cavalleria, folle bambino adulto, “gioca” e fa sul serio nello stesso tempo. Nella confusione fra arte e vita, egli finalmente “recita”, perché davvero “vive”. Ma non solo. “Essere Don Chisciotte” trasporta lo spettatore lì dove nasce l’impulso ad agire per cambiare uno status quo che ci opprime.

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2021-01-09T13:30:08+00:00