Incontro alla danza_Fuori Programma

Casa dello Spettatore torna a collaborare con il festival internazionale di danza contemporanea Fuori Programma

Tre appuntamenti come occasione per approfondire l’incontro tra geografie, linguaggi e contenuti nell’esperienza del pubblico, e allenare lo sguardo per trovare insieme accessi possibili, traiettorie, percorsi da esplorare. In dialogo quest’anno Spagna, Italia e Germania Un fuori programma nel tempo disteso dell’estate per percorrere un cammino condiviso dentro gli angoli di un’arte antica, continuamente elaborata e ripensata.

Il calendario

1 luglio 
AFTER THE PARTY

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni, 8

  • ore 19.00 – 20.30
    Incontro preliminare alla visione
  • ore 21.00
    Spettacolo

A duet for one dancer…
prima assoluta-coproduzione

direzione, coreografia e interprete Thomas Noone
assistente alla coreografia Nuria Martinez
musica Jim Pinchen
disegno luci Jimmy Strom
costumi Marc Udina
puppetry coaching Duda Paiva
vocal coaching Montse Puga
disegno e costruzione pupazzo André Mello
una produzione TND In collaborazione con ICEC – Generalitat de Catalunya and ICUB – Ajuntament de Barcelona e SAT! Teatre Barcelona – Fuori Programma Festival

“Questa creazione, oltre a segnare una breve pausa di creazione per la mia compagnia, è anche un’inflessione nella mia carriera di performer. Mentre ho sempre tenuto il mio posto saldamente al di fuori dell’arena dello spettacolo, ora torno con una nuova fisicità per affrontare le diverse sfide con una rinnovata curiosità. Come aiuto per focalizzarmi sulla creazione, ho intrapreso un percorso attraverso una serie di residenze per lavorare in diversi paesi, condividendo e imparando nell’atto del viaggio. Visiterò quindi Duda Paiva, maestro di teatro di figura ad Amsterdam e il suo artigiano André Mello creerà un alter-ego per tenermi compagnia sul palco…  Non potrei farlo senza la collaborazione di Jim Pinchen che ha creato una nuova colonna sonora per me e quella di Jimmy Storm, la cui comprensione della luce e del movimento è alla base di tutti i miei ultimi lavori. Infine Marc Udina mi vestirà in quella che penso sarà la mia ultima creazione.”  – Thomas Noone

21 luglio
ERECTUS

Teatro India

Lungotevere Alessandro Gassman, 1

  • ore 19.00 – 20.30
    Incontro preliminare alla visione
  • ore 21.00
    Spettacolo

Prima regionale

progetto, regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
coreografie in collaborazione con i danzatori Marco Bissoli, Fabio Caputo, Cristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello
musiche Charles Mingus
disegno luci Andrea Gentili
video Jump Cut
organizzazione Dalia Macii
amministrazione e ufficio stampa Francesca Leonelli
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di Mibact Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo, Provincia autonoma di Trento – Servizio attività Culturali, Comune di Rovereto – Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini e Tommaso Monza, un ringraziamento inoltre a Riccardo Brazzale

PROGETTO POIESIS 2017/2019

La morte e la fanciulla/Franz Schubert. 2017
Erectus/Charles Mingus. 2018
Pelleas e Melisanda/Arnold Schoenberg. 2019

Proseguiamo, come nella parte prima “La morte e la fanciulla”, nella traduzione stenografica e minuziosa di una partitura musicale in segno scenico: nel tentativo di trasformare musica e corpi in suono da vedere. Abbiamo trovato la musicalità necessaria nel genere del free jazz, segnatamente nell’album storico (1956) di Charles Mingus : Pithecanthropus erectus. L’interpretazione è affidata a quattro danzatori, per dare forma, in questa seconda parte, ad un punto di vista (intesa anche come “stato” e “posizione”), soprattutto maschile. Attraverso il genio di Charles Mingus e la sua sperimentazione e polistrumentismo, tentiamo un possibile poliformismo del marziano maschio del ventunesimo secolo. La pelle degli interpreti è ancora una volta l’unico abito scenico. In ascolto con questo “libero jazz” abbiamo visto corpi altrettanto liberi: cioè nudi. Attraverso una musica dalla radice nera disfiamo e mescoliamo i codici della danza (bianca); per questo abbiamo lasciato massima libertà ai ballerini, (che portano un background notevolmente diverso tra di loro), per superare il concetto di personaggio e di danzatore e arrivare a vedere solo “corpo”. Di esemplari maschi. Di maschi esemplari. Infine, nel plot drammaturgico, decortichiamo e scopriamo l’anima animale, anche attraverso immagini e proiezioni, accostando la fatica e sudore degli interpreti, a quella dell’animale a loro bestialmente diverso e somigliante. Dal caravaggesco e femminile “La Morte e la fanciulla”, al Masaccio di “Erectus”. Svelato, esibito, esterno. Così come il pitecantropo maschio è fatto.

27 luglio
US – TWO

Teatro India

Lungotevere Alessandro Gassman, 1

  • ore 19.00 – 20.30
    Incontro preliminare alla visione
  • ore 21.00
    Spettacolo

Prima regionale

concept Sita Ostheimer
danzatori Sita Ostheimer, Jonathan Sanchez, Manuel Molino, Jens Schyth Brøndum,
Patric Lindström
musica Pepo Galán
disegno luci Barnaby Booth and Daniel Paiva de Miranda
coreografia Sita Ostheimer
danzatori Jonathan Sanchez, Manuel Molino
musica Sita Ostheimer
disegno luci Barnaby Boot

Un dittico di lavori per scoprire l’universo creativo di Sita Ostheimer, coreografa tedesca, danzatrice e assistente di Hofesh Shechter da qualche anno dedita a sue originali creazioni per la prima volta in tour in Italia con due tappe, prima a Bolzano danza il 25 luglio e a seguire a Roma il 27. In Us (2018) la ricerca dell’autrice sull’improvvisazione e il ritmo si spinge fino al punto in cui il corpo del singolo si fa ritmo per condividere con altri lo spazio e il tempo. Avvolti nella nebbia, cinque corpi galleggiano con il loro precipuo movimento, instaurando un gioco di progressiva empatia fino al raggiungimento della comunione sulla musica avvolgente di Pepo Galan. Two (2018) è invece un duetto potente e ironico danzato da Jonathan Sanchez e Manuel Molino su musiche composte dalla stessa Sita Ostheimer. Potrebbero essere due fratelli, ma anche due nemici. Sita sembra volerci ricordare qui che l’incontro con l’altro è sempre una piccola o grande ‘deviazione’ al proprio percorso.

2019-06-16T17:21:08+00:00
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